Il 2 giugno non è soltanto la Festa della Repubblica. È il giorno in cui gli italiani scelsero democraticamente il proprio futuro e posero le basi della Repubblica e della Costituzione. Fu una svolta storica che vide, per la prima volta, uomini e donne partecipare insieme a una consultazione politica nazionale, segnando l’ingresso pieno delle donne nella vita democratica del Paese. Quel voto non fu una semplice conquista formale, ma il risultato di anni di impegno, determinazione e coraggio di donne che rivendicarono il diritto di partecipare alle scelte del Paese e di essere riconosciute come cittadine a pieno titolo. Da quella scelta nacque una Repubblica fondata sul lavoro, come sancisce l’articolo 1 della Costituzione. Un principio che ancora oggi richiama il valore della dignità della persona, della partecipazione e delle opportunità per tutti.
Il primo voto femminile rappresentò una conquista civile fondamentale e l’inizio di un percorso che continua ancora oggi. Se molto è stato fatto, restano aperte sfide importanti sul piano dell’occupazione, dell’autonomia economica e della piena partecipazione delle donne alla vita sociale ed economica del Paese.
«Il primo voto delle donne rappresentò l’ingresso pieno delle cittadine italiane nella vita democratica del Paese. Dietro quella conquista vi furono la tenacia e la volontà di generazioni di donne che non accettarono di restare ai margini della vita pubblica e che contribuirono a costruire un’Italia più democratica e inclusiva. Oggi quella conquista ci ricorda che la partecipazione non può fermarsi al diritto di voto, ma deve tradursi in pari opportunità nel lavoro, nell’impresa e nell’accesso alle responsabilità. L’autonomia economica delle donne è una delle condizioni essenziali per una democrazia più forte, più moderna e più inclusiva», dichiara Rachele Sinico, coordinatrice CNA Impresa Donna Piemonte.
Per Monica Percelsi, Presidente CNA Impresa Donna Piemonte, «il voto alle donne fu uno dei passaggi più importanti della storia democratica italiana. Fu il riconoscimento di una battaglia civile portata avanti con straordinaria determinazione da tante donne che hanno aperto la strada alle generazioni successive. Parlare di autonomia economica femminile significa parlare di libertà, dignità e piena cittadinanza. Investire sulle donne significa investire sul futuro dell’Italia, sulla crescita delle comunità e sulla qualità della nostra democrazia».
A quasi ottant’anni dalla nascita della Repubblica, il 2 giugno continua a ricordarci che libertà, lavoro, partecipazione e uguaglianza non sono conquiste definitive, ma valori da custodire e rafforzare ogni giorno attraverso l’impegno delle istituzioni, delle imprese e della società civile.










