“Tutti gli strumenti sul tavolo utili a intervenire sul prezzo dei carburanti devono essere presi in considerazione con la massima urgenza”. È il deciso appello che Confagricoltura rivolge alle istituzioni, facendosi portavoce delle crescenti difficoltà che le aziende agricole stanno affrontando a causa dell’impennata dei costi energetici.
Gli aumenti del gasolio stanno colpendo in modo indiscriminato ogni fase produttiva del comparto agricolo. Anche nell’Astigiano l’impatto si fa sentire con forza: dal riscaldamento delle serre per le orticole, alle stalle per gli allevamenti, fino alle lavorazioni meccaniche nei campi per semine, irrigazioni e operazioni colturali tra i filari dei vigneti in seguito alla vendemmia. Una situazione non più sostenibile che rischia di mettere in ginocchio centinaia di realtà imprenditoriali.

“Le soluzioni a breve termine al vaglio del Governo — dal rinnovo dello sconto fiscale, alla previsione di un fondo dedicato, fino all’applicazione di un sistema di accise mobili — rappresentano passi necessari che richiedono però un’attuazione immediata”, affermano i vertici della Confagricoltura di Asti.
“Nel nostro territorio la voce ‘carburanti’ incide pesantemente sui bilanci aziendali, in particolare in questa fase dell’anno in cui i lavori nei campi e nelle stalle richiedono un impiego costante di mezzi ed energia”, dichiara Gabriele Baldi, presidente di Asti Agricoltura. “Confidiamo nel buon esito delle interlocuzioni in corso tra il Governo e le compagnie petrolifere, ma ribadiamo che ogni strumento a disposizione debba essere attivato subito”.
“Questi rincari producono un effetto a catena lungo tutta la filiera agroalimentare, fino ad arrivare alla tavola delle famiglie”, sottolinea Mariagrazia Baravalle, direttore della Confagricoltura di Asti. “Le nostre aziende non possono permettersi di attendere oltre: serve un intervento tempestivo e commisurato alla gravità del momento per proteggere la produttività e le nostre filiere di qualità”.
Confagricoltura nazionale nel frattempo ha chiesto con forza che l’Unione Europea vari un Temporary Framework straordinario per imprese e famiglie, garantendo una maggiore flessibilità di spesa agli Stati membri. Con due contesti di guerra ai confini europei, gli effetti sempre più evidenti del cambiamento climatico e l’instabilità dei mercati, una risposta europea incisiva non è più rinviabile.

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