In positivo tutti i principali settori di specializzazione ad eccezione dei mezzi di trasporto, frenati dalle difficoltà di approvvigionamento di semiconduttori

Nell’ambito della consueta collaborazione tra Unioncamere Piemonte, Intesa Sanpaolo e UniCredit per il monitoraggio della congiuntura economica piemontese, Unioncamere Piemonte diffonde oggi i dati della 200ª “Indagine congiunturale sull’industria manifatturiera” realizzata in collaborazione con gli Uffici studi delle Camere di commercio provinciali. La rilevazione è stata condotta nel mese di ottobre e novembre con riferimento ai dati del periodo luglio-settembre 2021 e ha coinvolto 1.832 imprese manifatturiere piemontesi, per un numero complessivo di 128.388 addetti e un valore pari a circa 52 miliardi di euro di fatturato.

I dati del terzo trimestre confermano il consolidarsi del trend positivo mostrato già nei mesi precedenti e dimostrano la vitalità e la capacità di reazione delle aziende che compongono il tessuto manifatturiero regionale. Dopo la crescita del 5,0%, segnata nei primi tre mesi dell’anno, nel II  trimestre 2021 si era registrato un forte rimbalzo (+25,1%) dovuto anche al confronto con il punto di minimo toccato nel 2020, nel III trimestre si vive un naturale e prevedibile rallentamento dell’intesità espansiva che si attesta comunque su livelli superiori a quelli pre pandemici.

Il Presidente di Unioncamere Piemonte, Gian Paolo Coscia, ha dichiarato: “I dati di questo terzo trimestre ci mostrano un Piemonte in crescita, che registra buone performance nella maggior parte dei settori di specializzazione e in tutte le province regionali. Abbiamo inoltre recuperato terreno su comparti, come il tessile, che erano in affanno durante gli ultimi mesi. Anche le previsioni ci confortano sulle piene capacità di recupero del Piemonte e sul cammino intrapreso. Le imprese di piccole e medie dimensioni – cuore pulsante della nostra economia locale – stanno reagendo meglio delle altre alle difficoltà dovute alla pandemia. È questo il momento di spingere sull’acceleratore, puntando dritto verso i processi di digitalizzazione e internazionalizzazione ormai imprescindibili per uno sviluppo strutturato e al passo con i tempi della nostra economia”.

 

 

 

Piemonte: il III trimestre 2021 in sintesi

 

 

Produzione industriale:          4,1% rispetto al III trimestre 2020

Ordinativi interni:                   +10,8% rispetto al III trimestre 2020

Ordinativi esteri:                    +19,1% rispetto al III trimestre 2020

Fatturato totale:                     +10,8% rispetto al III trimestre 2020

di cui estero:                   +13,7% rispetto al III trimestre 2020

Grado di utilizzo degli impianti: 67,1% (61,8 nel III trim 2020, 65,8% nel III trim 2019)

 

“Secondo le nostre analisi – ha sottolineato Paola Garibotti, Regional manager Nord Ovest di UniCredit – dopo il forte calo del 2020 (-9,1% vs -8,9% in Italia), l’anno in corso dovrebbe mostrare una risalita per il PIL piemontese a 6,1% a/a (previsione di luglio a 5,5% a/a), lievemente superiore al 6,0% previsto invece per l’Italia. Il PIL del Piemonte vale circa 130 mld€ e ha un peso rispetto al nazionale dell’8% .

La crescita nel 2021 dovrebbe toccare quindi tutti i comparti produttivi, con un’intensità modesta per il valore aggiunto dei servizi (3,8%) e del settore primario (4,4%), mentre decisamente più solida e superiore al dato totale è la ripresa per le costruzioni (20,5%) e per la manifattura (10,5%), settore quest’ultimo che in regione ha una quota superiore alla media nazionale (25,2 vs 19,9). Le imprese si stanno rendendo conto che la pandemia ha accelerato la necessità di crescere.

Alla crescita organica si sta manifestando sempre di più la necessità di affiancare la crescita per vie esterne attraverso operazioni di aggregazione che prevedono l’apertura del capitale, magari favoriti dall’affermarsi della logica delle filiere che il piano PNRR ha messo al centro della scena. Solo con la crescita dimensionale si possono finanziare i processi di internazionalizzazione ed innovazione, alla base di qualunque percorso di sviluppo sostenibile. In questo contesto UniCredit è a fianco delle imprese come realtà solida e ben inserita in core markets che sono al centro del contesto europeo, con una piattaforma di Investment Banking ormai ben integrata con la nostra attività di supporto quotidiano all’operatività ordinaria delle imprese clienti”.

Teresio Testa, Direttore regionale Piemonte Nord, Valle d’Aosta e Sardegna di Intesa Sanpaolo ha commentato: “La nostra Regione può contare su un’ottima diversificazione produttiva, fattore molto importante per il trend di ripresa fotografato dai dati presentati oggi. Meccanica e Automotive esprimono il 35% delle vendite all’estero, ma il Piemonte è specializzato anche nel Sistema moda e nell’Agro-alimentare. Sui mercati esteri hanno inoltre peso rilevante chimica, gomma e plastica, gioielleria, aerospazio. La presenza di filiere corte e ben strutturate agevola le relazioni con grandi committenti e clienti internazionali.

Quello che è venuto un po’ a mancare negli ultimi anni sono gli investimenti, che dal nostro osservatorio abbiamo visto ripartire, ma che dobbiamo ulteriormente stimolare. E’ questo l’obiettivo che Intesa Sanpaolo si pone e che riguarda tutti i settori in grado di  portare occupazione e crescita per la Regione. A livello nazionale abbiamo stanziato 400 miliardi per moltiplicare gli effetti dei fondi previsti dal PNRR e plafond dedicati, con condizioni di favore, per incoraggiare le aziende ad investire nella circular economy, nella transizione verso un modo di produrre più sostenibile e in digitalizzazione. Grazie ad un accordo da poco concluso con ESA BIC Turin, inoltre, Intesa Sanpaolo finanzierà le startup dell’aerospace e le accompagnerà attraverso l’Innovation Center verso un’ulteriore crescita in funzione delle esigenze espresse dall’Agenzia Spaziale Italiana. L’anima turistica del Piemonte potrà invece beneficiare del miliardo stanziato dalla Banca per migliorare, per esempio, le strutture ricettive e mitigarne l’impatto ambientale”.

L’andamento della produzione manifatturiera regionale appare il frutto dei risultati espansivi registrati dalle imprese di tutte le dimensioni e dei principali comparti di specializzazione.

Anche se l’intensità della crescita si è leggermente ridotta nel trimestre in esame, i segnali positivi sono confermati dagli ottimi risultati evidenziati dagli altri dati analizzati.

All’incremento del 4,1% della produzione industriale piemontese si associano, nel periodo luglio-settembre 2021, crescite anche per tutti gli altri indicatori. Il fatturato totale registra un aumento del 10,8% sul III trimestre 2020, grazie soprattutto al trend positivo evidenziato dai mezzi di trasporto, dalla filiera tessile e dai metalli. Gli stessi settori spingono il risultato del fatturato estero che cresce del 19,1%. Sul fronte degli ordinativi, lo sviluppo sul mercato interno si attesta al +10,8% rispetto all’analogo periodo del 2020. Su questo risultato incide pesantemente la dinamica evidenziata dai mezzi di trasporto e dalla chimica/plastica. La variazione tendenziale degli ordinativi esteri risulta pari a +13,7%, frutto della forte espansione degli ordinativi oltre confine dei mezzi di trasporto e dei prodotti meccanici. Il grado di utilizzo degli impianti si attesta al 67,1%, prevedibilmente superiore al 61,8% del III trimestre 2020, ma anche maggiore rispetto al 65,8% del III trimestre 2019, sintomo che a livello produttivo si sta tornando ai livelli pre-covid.

 

I risultati sono positivi per quasi tutti i settori, ma disomogenei per intensità. L’unico comparto che mostra un andamento negativo (-5,3%) rispetto all’analogo periodo del 2020 è quello dei mezzi di trasporto, fortemente condizionato dalle problematiche di approvvigionamento di semiconduttori che colpiscono anche le imprese appartenenti alla stessa filiera all’estero.

La crescita più intensa riguarda proprio il tessile/abbigliamento (+9,3%), settore che più aveva patito nel 2020. Un incremento produttivo di 8,4 punti percentuali caratterizza l’elettricità e l’elettronica, seguita dalla filiera del legno con uno sviluppo del 7,9%.

Al di sopra della media regionale troviamo anche i metalli (+7,8%), l’alimentare (+6,9%) e la meccanica (+6,2%). Le aziende della chimica/plastica segnano, invece, uno sviluppo inferiore a quello medio, registrando una variazione tendenziale della produzione del +2,0%.

Focalizzando l’attenzione sul comparto dei mezzi di trasporto, si rileva come la battuta d’arresto – spiegata anche dal confronto con un periodo del 2020 in cui tale settore, diversamente dagli altri, non registrava una flessione – riguardi in particolar modo la produzione di autovetture e di prodotti aerospaziali, mentre resta positivo il trend esibito dai componentisti autoveicolari.

 

Analizzando il campione delle imprese manifatturiere intervistate sotto il profilo della classe di addetti emerge come l’intensità dell’incremento risulti maggiore per le PMI. Le imprese di piccole dimensioni (10-49 addetti), infatti, segnano una crescita della produzione del 7,0% e quelle di medie dimensioni (50-249 addetti) registrano un incremento produttivo del 8,1%. Le micro imprese (2-9 addetti) si sviluppano del 2,0%, seguite dalle grandi realtà (250 addetti e oltre) che evidenziano l’aumento più contenuto (+1,8%).

Nel III trimestre 2021 tutti i territori mostrano risultati positivi. Novara grazie alla crescita a doppia cifra di tessile, chimica e metalmeccanica evidenzia l’incremento produttivo migliore (+12,1%), seguita dalla vicina Biella (+11,7%), sostenuta dal rimbalzo della filiera tessile. Il Verbano Cusio Ossola realizza un aumento della produzione del 6,2% rispetto all’analogo periodo nel 2020. Anche per questo territorio risultano determinanti i risultati registrati dal tessile e dalla metalmeccanica. Per Vercelli la variazione della produzione industriale si attesta al +5,2% sostenuta dagli stessi settori che hanno portato allo sviluppo delle altre provincie del nord della regione. Le imprese di Cuneo segnano una crescita media del 6,1%, grazie all’ottima performance della meccanica. Asti, supportata dal comparto della chimica/plastica, cresce del 5,3%. Torino, dove lo sviluppo dell’elettricità ed elettronica, dei metalli e dell’alimentare viene attenuato dalla contrazione dei mezzi trasporto, evidenzia un incremento produttivo del 3,3%. Alessandria, infine, mostra la variazione meno intensa (+1,5%) nonostante il risultato più che brillante esibito dal settore orafo.

 

 

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