L’emergenza Covid-19 ha accelerato i processi, tuttavia smart working e connettività rischiano di restare un “libro dei sogni”. Prosegue l’azione di Confindustria Piemonte per intervenire sul digital divide: coinvolti i maggiori operatori di telecomunicazioni e chiesto il supporto della Regione per l’acquisizione di tecnologie e servizi abilitanti. Unità d’intenti, ma difficoltà nel reperire i fondi.

Tra i temi all’attenzione degli Stati Generali in corso in questi giorni e su cui il governo sta ponendo grande enfasi nel suo piano di rilancio economico, innovazione e digitalizzazione del Paese hanno una parte di assoluto rilievo.

Una priorità confermata, purtroppo, anche dall’aggiornamento 2020 dell’Indice DESI (Digital economy and society index) rilasciato dalla Commissione Europea che misura appunto la digitalizzazione del nostro continente, secondo cui l’Italia, è al 25° posto in Europa e fa meglio solo di Romania, Grecia e Bulgaria, perdendo due posizioni rispetto allo scorso anno. Cinque i parametri monitorati: connettività, competenze digitali, uso di Internet da parte dei singoli, integrazione delle tecnologie digitali da parte delle imprese, servizi pubblici digitali.

Lo stesso tipo di urgenza è avvertito anche a livello più locale e l’accelerazione imposta dall’emergenza Covid-19 alla trasformazione digitale ha dato ulteriore evidenza a ritardi e fragilità del nostro territorio. Confindustria Piemonte, infatti, si è impegnata per agevolare il più possibile l’attivazione di tali modalità operative, in modo che le aziende che avevano dovuto avviarle in modo improvvisato e urgente durante la fase di lockdown, potessero proseguire in modo più strutturato, organizzato e sicuro nel corso della Fase 2.

A un momento iniziale di analisi di mercato per evidenziare le problematiche più sentite dal tessuto industriale piemontese è seguito un approfondimento delle soluzioni tecnologiche con i più importanti operatori di telecomunicazioni a livello nazionale e i più significativi player locali mentre dal punto di vista politico e dei contenuti si è portato avanti il lavoro con ANCI e UNCEM, con la disponibilità del Politecnico di Torino e il coinvolgimento di Anitec-Assinform e delle Sezioni ICT delle Territoriali di Confindustria.

«Quella che stiamo vivendo è la prima, vera, crisi sistemica di un mondo integrato e interconnesso. Una crisi che ha fatto emergere con evidenza, quasi con violenza, l’importanza della Rete come infrastruttura di base – dichiara Fabrizio Gea, imprenditore ICT e delegato di Confindustria Piemonte per l’Agenda Digitale – Con quest’azione abbiamo voluto da un lato rispondere concretamente alle esigenze delle imprese relativamente alle soluzioni per la connettività e lo smart working e, dall’altro lato, abbiamo realizzato un “gioco di squadra” per condividere con l’amministrazione regionale misure di agevolazione per l’acquisto di tecnologie e servizi abilitanti, integrate da un sostegno per la formazione del personale. Questo per costruire, nel contesto “straordinario” dell’oggi, ciò che sarà il contesto “ordinario” di domani. Su questa partita, infatti, si gioca il futuro delle comunità e delle imprese».

Le misure necessarie andrebbero a collocarsi nell’ambito del sostegno alla competitività del sistema produttivo, tuttavia al momento i margini di manovra non sono ampi: la rilevanza strategica di queste azioni non solo per il rilancio, ma soprattutto per lo sviluppo della regione – nelle sue varie sfaccettature, dalle imprese al mondo dei servizi, dai nuclei urbani ai territori montani – è chiara a tutti i soggetti coinvolti, ma si scontra con il limite delle circostanze attuali, focalizzate sul superamento dell’emergenza economica.

«Abbiamo colto la disponibilità della Regione – commenta il Presidente di Confindustria Piemonte Fabio Ravanelli – e continueremo a tenere alta l’attenzione sul tema affinché dalle prime aperture si possa passare a un orizzonte di intervento più ampio.

La digitalizzazione, come si è evidenziato con la spinta data dalla pandemia, è stato un fattore organizzativo fondamentale per garantire l’operatività aziendale e oggi, con ancora maggior forza, è una leva di competitività per il futuro, soprattutto per quelle PMI che sono l’ossatura fondamentale del nostro tessuto economico.

Siamo ormai consapevoli, come lo sono i nostri referenti istituzionali, che un sostanziale irrobustimento della capacità operativa aziendale basata sul digitale costituirà un’eredità duratura utile a ridurre il divario e il ritardo del territorio.

Il Piemonte digitale, così come l’Italia digitale, non possono rimanere nel libro dei sogni».

 

image_pdfStampa il PDFimage_printStampa l'articolo