Disponibilità della maggioranza al dialogo consiliare nell’iter per l’istituzione dell’Azienda sanitaria Zero e le perplessità attuali per il provvedimento espresse dalle opposizioni, in modo compatto. Questa, in sintesi, la conclusione della discussione generale sulla proposta di legge 131 per la creazione dell’Azienda Zero, che si è svolta oggi in Quarta, presieduta da Alessandro Stecco.

Nei loro interventi, i consiglieri dei gruppi di opposizione hanno espresso una serie di perplessità rispetto alla proposta, che a loro dire arriva in un momento in cui la priorità continua ad essere la gestione dell’emergenza e in assenza di un nuovo piano socio-sanitario.

Il primo firmatario, Alberto Preioni (Lega) ha ricordato che “l’obiettivo della Pdl è avere un dipartimento efficiente e strutturato che rimarrà sotto l’assessorato alla Salute. Vogliamo che questa proposta diventi una legge di tutti, senza bandiere politiche, e per questo c’è ampia disponibilità al confronto nel merito con le varie forze all’interno di un gruppo di lavoro”. Sullo spirito del provvedimento e la necessità di una riforma gestionale e territoriale della sanità si sono espressi anche i colleghi Andrea Cane e Federico Perugini.

“Non ci sono pregiudizi aprioristici – hanno detto i consiglieri Pd Raffaele Gallo, Domenico Ravetti, Diego Sarno, Monica Canalis e Alberto Avetta – condividiamo i principi ispiratori di una maggior efficienza e della riduzione delle disuguaglianze tra territori, ma ci sono molti aspetti poco chiari. È difficile parlare di Azienda Zero se non abbiamo un’idea di programmazione, quindi è indispensabile dotare il Piemonte di un nuovo piano socio-sanitario. Inoltre, pensiamo che un’azienda centrale possa avere esclusivamente un ruolo di coordinamento e supervisione, non crediamo che possa gestire in modo efficiente territori tra loro molto diversi”.

In chiusura di commissione l’assessore alla Salute Luigi Icardi ha risposto che “l’Azienda Zero sarà uno strumento che funzionerà da braccio operativo della Regione, con il compito di monitorare e correggere in itinere l’attività delle aziende sanitarie”.

Marco Grimaldi (Luv) si è detto “contrario all’istituzione di una struttura che andrebbe ad esautorare l’assessorato. La pandemia ha fatto emergere i danni causati in vent’anni di smantellamento della struttura”.

Per i consiglieri del Movimento 4 ottobre, Francesca Frediani e Giorgio Bertola, la pdl “presenta una serie di anomalie difficili da superare per entrare nel merito. Su un tema così complesso ci saremmo aspettati un disegno di legge di Giunta, non una proposta fatta da un gruppo consiliare”. Posizione condivisa da Sarah Disabato (M5s), per la quale “non bisogna avere fretta, serve innanzitutto capire quali risultati si attendono da un’operazione di questo tipo, come impatterà sulla gestione della sanità”.

Silvio Magliano (Moderati) ha sollevato il tema della mancata concertazione con i territori sui contenuti e le finalità del provvedimento e ha parlato di rischio di applicare in Piemonte un modello “che in altre regioni funziona perché funziona l’ecosistema sanitario”.

Nelle prossime settimane si svolgeranno gli incontri del gruppo di lavoro, che entrerà nel merito del provvedimento.

 

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